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CHI PAGA PER LE RIPARAZIONI DI UNA CASA IN AFFITTO


Per studenti fuorisede e lavoratori in trasferta comincia quel periodo in cui potrebbe risultare conveniente cercare una casa in affitto. Non è importante solo il come cercare un affitto, ma anche essere preparati alle regole stabilite dalle normative. Ad esempio, chi paga le riparazioni in una casa in affitto? Quali sono gli oneri del proprietario e quelli dell’inquilino? Facciamo chiarezza.


Le diverse tipologie di lavori

In un contratto di affitto l’inquilino (detto anche affittuario) gode dell’utilizzo del bene immobile. La legge suddivide in maniera chiara le responsabilità dell’inquilino e quelle del proprietario. A quest’ultimo spetta l’onere dei costi delle riparazioni necessarie. Mentre all’inquilino, salvo diverse disposizioni, spettano le spese per la manutenzione ordinaria.


La disciplina di riferimento è la legge numero 392 del 1978 sulle locazioni. Se non ci sono accordi scritti differenti dalle disposizioni normative, all’inquilino spettano le spese:


  • Del servizio di pulizia del condominio;

  • Della fornitura di altri servizi comuni (ad esempio, manutenzione del verde in comune);

  • Del funzionamento e della manutenzione ordinaria dell’ascensore;

  • Delle utenze (energia elettrica, riscaldamento, condizionamento dell’aria, fornitura dell’acqua, spurgo dei pozzi neri);

  • Delle spese per il servizio di portineria (per il 90% massimo dei costi);

  • Dei lavori per il miglioramento della casa. È importante che queste opere non modifichino la destinazione d’uso dell’immobile, e non richiedano il rilascio di permessi;

  • Di beni aggiunti e scomponibili dalla casa (ad esempio, una tenda da sole o una vetrata panoramica amovibile VePa per la quale non serve il permesso comunale). Questi beni aggiuntivi sono a carico dell’inquilino, salvo diverse disposizioni sul contratto che prevedono la consegna al proprietario del bene scomponibile.

Chi paga le spese per deterioramento in una casa in affitto

Ci sono altre spese per deterioramento dei beni di una casa in affitto. Una sentenza della Corte di Cassazione (numero 15317/19 del 6/6/2019) ha fatto chiarezza rispetto a questo tema spesso oggetto di contese.


Sono a carico dell’inquilino:

  • Le spese di lavori per deterioramenti da utilizzo dei beni (Ad esempio, la manutenzione di un rubinetto, della maniglia di una porta, di altri oggetti di utilizzo).

Sono a carico del proprietario di casa:

  • Gli interventi di manutenzione per anzianità di un bene deteriorato, quindi non dipendente dall’utilizzo del bene, ma dall’usura del tempo. (Ad esempio, una tapparella vecchia). Questi oneri spettano al proprietario, a patto che il guasto e il disservizio non siano stati provocati dall’affittuario;

  • Anche l’installazione di un cartongesso è a carico del proprietario.

Come pagare le spese a carico dell’inquilino

L’affittuario è tenuto al pagamento delle spese previste dalla legge (o quelle disposte dal contratto) entro un tempo massimo di due mesi dalle comunicazioni legali, e secondo le indicazioni disposte dal proprietario della casa.


Guasti e deterioramenti: le responsabilità dell’inquilino

Guasti o deterioramenti causati dall’usura del tempo (e non direttamente dall’utilizzo da parte dell’affittuario) devono essere comunque segnalati dall’inquilino al proprietario. Dunque, le segnalazioni del guasto spettano all’inquilino. In caso di mancata risposta, o mancato intervento da parte del proprietario, l’inquilino può recedere dal contratto.

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